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Soseaty e Ogyre: dal problema della plastica in mare ai costumi da bagno circolari
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Soseaty e Ogyre: dal problema della plastica in mare ai costumi da bagno circolari

19 Novembre 2020

Provare a rispondere a uno dei problemi ambientali che maggiormente sono sotto l’attenzione dei media in questi anni, l’inquinamento di plastica dei nostri mari, con un’attenzione anche alla comunità e al territorio.
E’ la proposta di valore offerta da due giovani start up italiane, attori dell’economia circolare, che nascono con una forte vocazione sociale essendo entrambe società benefit. Dichiarano per statuto, cioè, che hanno a cuore l’impatto che generano. Quindi progettano le loro azioni e prodotti perché questo impatto sia positivo e generativo.

In che modo? Producendo costumi da bagno a partire da filato sintetico riciclato realizzato anche con la plastica recuperata nei mari.

Si tratta della vicentina Soseaty e della genovese Ogyre. La cosa che accomuna le due imprese è l’attenzione alla filiera e all’accurata scelta dei fornitori della materia prima con cui realizzare i propri capi, in entrambi i casi rigorosamente prodotti in Italia.

I fornitori del filato riciclato purtroppo non sono realtà italiane, ma spagnole, portoghesi o francesi, perché in quei paesi i pescatori che recuperano plastica in mare, la possono portare a terra senza dover pagare. In Italia, invece, chi recupera rifiuti in mare  viene ancora considerato responsabile del danno e quindi deve pagare per lo smaltimento, perché purtroppo ad oggi la Legge Salva Mare, che era stata presentata a fine 2019 è stata bloccata dalle vicende Covid.

SOSEATY collective  

Si scrive Soseaty, e con un gioco di parole tra “sos” e “sea”, si legge come “società” in inglese. L’impresa nasce nel 2019 da un’idea di Simone Scodellaro e Alberto Bressan, già accomunati da un’esperienza lavorativa precedente per un grosso brand di abbigliamento americano.

La primissima collezione è nata estiva, proponendo costumi da bagno maschili e femminili, ma già stanno sperimentando una mini capsule invernale.

L’attenzione di Soseaty verso una dimensione di circolarità a tutto tondo non si ferma alla sola scelta di privilegiare materia prima seconda (tessuto realizzato da plastica riciclata)  per la realizzazione delle proprie produzioni. Ma prosegue anche nelle scelte fatte per quel che riguarda il loro servizio di logistica fino al tentativo di provare a chiudere in qualche modo il cerchio.

Grazie al partner logistico selezionato, per ogni tonnellata di Co2 prodotta dalle spedizioni dei loro capi, viene ridotta una quantità equivalente di Co2 attraverso un progetto certificato (Natural Capital Partners). Inoltre utilizzano imballaggi secondari realizzati almeno per il 90%in cartone riciclato e shipping bags biodegradabili e compostabili.

Infine, hanno ideato un originale sistema che punta a chiudere il cerchio. Si chiama Re3. Si tratta, al momento dell’acquisto on line, della possibilità di spedire loro un capo usato equivalente a quello comprato (es. costume per costume, maglietta per maglietta) e in cambio ottenere uno sconto del 20% sullo stesso acquisto. Dal momento che loro non sono autorizzati a trattare i capi usati, hanno sviluppato una partnership insieme alla Cooperativa Sociale Insieme di Vicenza a cui inviano i capi. La cooperativa fa una cernita per valutare cosa rivendere nei propri negozi e cosa donare a persone in difficoltà.Se non è possibile recuperare i capi in altro modo, li inviano all’azienda di Trento Eurotexfilati s.p.a, che provvede a riciclarli.

E gliacquirenti sembrano gradire questa iniziativa: Simone Scodellaro dice che circa il 50% delle persone che hanno acquistato sul sito hanno usufruito del modello che, aggiunge, dalla prossima stagione sarà anche implementato nei negozi/rivenditori.

I prodotti Soeseaty sono realizzati in plastica riciclata

OGYRE

Doveva chiamarsi Endless, in nome della plastica senza fine che Antonio Augeri, insieme ad altri amici surfisti hanno trovato sulle coste oceaniche del Marocco. Hanno poi deciso di chiamare la società Ogyre che sta per Ocean Gyres, le correnti vorticose dell’oceano che agglomerano incessantemente i detriti di plastica e non solo, formando vere e proprie chiazze giganti di rifiuti nei mari. 

Antonio lavora già da tempo nel settore abbigliamento/costumi avendo avviato un marchio proprio che poi ha venduto nel 2019 per realizzare qualcosa più vicino ai suoi valori.

Così a febbraio 2020 fonda con altri amici Ogyre, con l’idea, non di creare un ennesimo brand di moda legato a tendenze momentanee, ma di instaurare una nuova filosofia di produzione e consumo nel mondo dell’abbigliamento, dove centrale è il rapporto e il coinvolgimento con il cliente che non è solo consumatore ma vero attore protagonista nel determinare possibili cambiamenti. 

Infatti, in maniera chiara sul sito viene riportato che l’acquisto di un costume da bagno da uomo corrisponde alla valorizzazione di 6 bottiglie di plastica riciclate e trasformate in filato, e contribuisce all’attività di raccolta e pulizia delle spiagge da parte di diverse ong, a cui Ogyre corrisponde parte del ricavato per l’equivalente di 2 kg di plastica raccolta. 

Inoltre, a proposito di coinvolgimento, Ogyre propone al suo pubblico, sia che faccia acquisti sia che non li faccia, di “sporcarsi le mani” con loro, aiutandoli nelle periodiche campagna di pulizia delle spiagge genovesi. In futuro intendono attivare delle collaborazioni con altri soggetti sparsi per le coste italiane con cui poter co-organizzare campagne diffuse di pulizia delle spiagge.

E’ chiaro che la presenza di realtà come Soseaty e Ogyre  non basta per far dire che la presenza di  plastica in mare non è più un problema. Rimane tale e bisogna agire in maniera collettiva istituzioni, imprese e cittadini) perché questo problema venga eliminato alla fonte.

Intanto, però, è necessario gestire questi rifiuti (malamente dispersi nell’ambiente) che, come abbiamo visto, se adeguatamente recuperati, possono intelligentemente diventare input per una nuova filiera produttiva.

Acquistare un costume da bagno da Ogyre corrisponde alla valorizzazione di 6 bottiglie di plastica riciclata

Per approfondire

Soseaty e Ogyre sono state ospiti della puntata del 18 novembre del Blue Revolution Talk Show organizzato da Mercato Circolare insieme a Pop Economix, Becco Giallo Editore e Ecco – Economie Circolari.

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